Le attrezzature di coperta

Salire a bordo di una barca a vela per la prima volta può dare l’impressione di entrare in una macchina complessa, piena di cime, carrucole e strani oggetti metallici. Tuttavia, ogni elemento in coperta ha uno scopo preciso: gestire le forze del vento e trasformarle in movimento.

Ecco una guida semplice per orientarsi tra le attrezzature fondamentali che troverai “sopra la testa” e “sotto i piedi” durante una navigazione.


1. L’albero e il boma

Immagina queste parti come le ossa della barca. Senza di esse, le vele non avrebbero una struttura a cui appoggiarsi.

  • L’albero: Il grande pilone verticale. È il “motore” strutturale che sostiene le vele.
  • Il boma: Quell’asta orizzontale che parte dalla base dell’albero. Serve a tenere tesa la base della randa (la vela principale) e a regolarne l’angolazione rispetto al vento.
  • Consiglio: Fai sempre attenzione al boma durante le manovre; si muove orizzontalmente e può essere pericoloso se non controllato!

2. Le manovre fisse: il sartiame

Perché l’albero non cade con la forza del vento? Grazie a una rete di cavi d’acciaio chiamata sartiame fisso.

  • Sartie: I cavi laterali che tengono fermo l’albero a destra e a sinistra.
  • Strallo: Il cavo che va dalla punta dell’albero verso la prua (davanti). Su di esso si aggancia solitamente il fiocco o il genoa.
  • Paterazzo: Il cavo che va dalla punta dell’albero verso la poppa (dietro).
  • Regolazione: Tramite arridatoi (tornichetti). 

In barca a vela, le manovre fisse (o dormienti) sono i cavi d’acciaio, come sartie e stralli, che sostengono l’albero stabilizzandolo verticalmente, mentre le manovre correnti sono le cime (drizze, scotte, vang, cunningham, ecc.) che scorrono e permettono di issare, ammainare e regolare vele e boma durante la navigazione per adattarsi al vento.

Le prime sono statiche (con regolazioni tramite arridatoi), le seconde dinamiche e indispensabili per condurre l’imbarcazione. 

3. Le manovre correnti: cime, scotte e drizze

In barca non si chiamano “corde”, ma cime.
Ognuna ha un nome specifico in base alla sua funzione:

  • Drizze: Issano/ammainano le vele (randa, fiocco).
  • Scotte: Regolano l’angolo di incidenza delle vele (scotta randa, scotta fiocco).
  • Vang: Tira giù il boma, controllando la balumina della randa.
  • Amantiglio: Sostiene il boma quando la randa è ammainata.
  • Cunningham: Regola la tensione dell’inferitura della randa (concavità).
  • Tesabase: Regola la tensione della base della randa.

4. Winch e strozzatori

Tirare una vela a mano quando c’è molto vento è quasi impossibile. Per questo usiamo la tecnologia:

  • Winch: Quei cilindri metallici rotanti che vedi sui lati del pozzetto. Funzionano come degli argani: avvolgendo la cima attorno al winch e usando una manovella (maniglia), si riesce a moltiplicare la forza muscolare.
  • Stopper (o strozzatori): Sono delle “leve” che bloccano le cime in posizione una volta messe in tensione, evitando che scivolino via.

5. Bozzelli e trasti

Infine, ci sono gli strumenti che permettono di far scorrere le cime con meno attrito e più precisione:

  • Bozzelli: Il termine nautico per le pulegge o carrucole.
  • Trasto della randa: Una rotaia orizzontale su cui scorre il punto di fissaggio della scotta della randa. Serve a decidere con estrema precisione l’angolo di incidenza del vento.
  • Carrelli (fiocco): Spostano il punto di scotta per cambiare la forma della vela. 

Conclusione

Tutta questa attrezzatura serve a un unico scopo: l’equilibrio. Una barca a vela ben regolata è un concerto di tensioni dove il sartiame regge, le drizze sostengono e le scotte orientano.

La prossima volta che salirai a bordo, prova a seguire con gli occhi una cima partendo dalla vela: scoprirai che attraversa un bozzello, passa dentro uno stopper e finisce su un winch.


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